martedì, 08 aprile 2008
postato da: fabiogarbo alle ore 22:26 | Permalink | commenti
categoria:comitato referendum
venerdì, 01 febbraio 2008
Cari tutti
sabato 2 febbraio 2008 alle ore 10.00 avrà luogo una riunione dei comitati promotori dei referendum elettorali presso le Scuderie Ruspoli, in via di Fontanella Borghese 56 B . Alle ore 11.30 ci trasferiremo a Piazza Montecitorio per una manifestazione pubblica nel corso della quale verranno mostrate le oltre 820.000 firme raccolte a sostegno della richiesta di referendum.
E' fondamentale infatti che in questo momento vista la crisi di Governo, il mandato conferito al Presidente Marini, il richiamo alla responsabilità istituzionale del Presidente Napolitano e le posizioni assunte sia dal centrodestra che dal centrosinistra i referendari levino alta la propria voce per chiedere l'immediato svolgimento del referendum prima di eventuali nuove elezioni.
Vi aspettiamo dunque numerosi (date ampia diffusione al presente messaggio) e vi preghiamo di dare al più presto conferma della Vostra presenza ai seguenti numeri telefonici: 06/4744916 - 47821834
Un caro saluto
Enzo Cursio
postato da: fabiogarbo alle ore 11:29 | Permalink | commenti
categoria:comitato referendum
lunedì, 28 gennaio 2008
Carissimi,
alla luce degli ultimi eventi abbiamo deciso di convocare una riunione per fare il punto della situazione. L'incontro si terrà martedì 29/01/2008 alle ore 20:00 presso la sede nazionale di via di Torre Argentina 18.
 
Cordialmente
 
Giovanni Guzzetta
postato da: fabiogarbo alle ore 07:14 | Permalink | commenti
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venerdì, 02 novembre 2007
Carissimi,
bisogna portare pazienza. Ma la nostra condizione di piccoli Davide, contro
i Golia della politica, ci obbligano a rinviare ancora al 24  novembre
prossimo l'appuntamento con i comitati a causa della manifestazione
nazionale convocata da Berlusconi per la data fissata in precedenza.
Me ne scuso con tutti, soprattutto con quanti avevano già dato la propria
disponibilità per l'appuntamento convocato nelle scorse settimane, ma non
possiamo rischiare che il nostro incontro sia travolto dai giganti della
comunicazione. E' importante che la nostra riunione abbia una eco, seppur
limitata, perché le centinaia di migliaia di cittadini che ci hanno
sostenuto sappiano che il nostro impegno continua. Ovviamente non ci saranno
ulteriori rinvii.
Posso pertanto confermarvi che il prossimo 24 novembre si terrà a Roma la
riunione di tutti i comitati per i referendum elettorali.
Sarà l'occasione per fare il punto della situazione e per programmare i
prossimi passi.
L'appuntamento è per tutti, dalle 10.00 alle 17.30, presso lo Spazio Etoile
a Piazza San Lorenzo in Lucina n. 43.
Prego ciascuno di voi di farmi avere informazioni precise sulla vostra
partecipazione e sul numero di coloro che verranno insieme a voi. E'
importante per fare una stima del numero dei partecipanti e approntare
l'organizzazione della sala per l'incontro.
Vi prego inoltre di comunicarci, rispondendo a questa email entro e non
oltre venerdì 9 novembre, se volete prenotare un intervento in assemblea.
Ciò consentirà di organizzare meglio i lavori. Ovviamente gli iscritti
avranno una precedenza sugli altri.
Vi aspetto numerosi e vi abbraccio tutti. Questa occasione è molto
importante per far sentire la nostra voce.

Giovanni Guzzetta
postato da: fabiogarbo alle ore 09:16 | Permalink | commenti
categoria:comitato referendum
venerdì, 19 ottobre 2007

Sono oltre tre mesi che non scrivo la newsletter. In luglio c’era troppo da fare per scrivere (raccogliere le firme). In agosto troppo poco. Ma adesso è tutto cambiato. Salvo trabocchetti (ce ne saranno molti) in primavera si vota il referendum. Quindi abbiamo due obiettivi: evitare i trabocchetti, e preparare la campagna referendaria.
Vado per punti:
1) La rabbia verso la classe politica è enorme: ormai superiore al 92. Ma non dobbiamo rassegnarci. Non ce l’ha ordinato il medico di tenerci questo sistema e questa dirigenza. Prima del 58 la Francia era peggio di noi: fu la riforma di De Gaulle a rimetterla in piedi. Perché da noi deve essere impossibile cambiare?
2) Attenzione, non è tutto da buttare via: c’è un pezzo di politica che funziona: è l’Italia dei sindaci . Molti di loro sono popolari, si identificano con la città, capiscono i problemi della gente, hanno ridato alle amministrazione dinamismo. Il perché è semplice: i sindaci sono il frutto migliore della riforma del 92, l'istituzione in cui la rivoluzione referendaria è riuscita in pieno. Questo ci dice una cosa: che la principale causa della crisi è che la riforma delle istituzioni si è fermata a metà. La strada è quindi quella di completarla.
3) Il referendum è lo strumento più forte per riprendere la marcia. Anzi, vista la paralisi del Parlamento, è l’unica. Eliminando la frammentazione il referendum ci dà subito la stabilità, e Dio sa quanto ne abbiamo bisogno. A quel punto con una leggina di due righe si può ridare all’elettore il potere di scegliere il candidato.
4) Berlusconi vuole andare alle elezioni subito, prima del referendum. Sbaglia. Si illude di stravincere e di governare. Probabilmente stravincerebbe, ma non governerebbe affatto. I partiti del centro destra sono già una decina. In corso d’opera si moltiplicherebbero, creandogli gli stessi problemi che oggi ha Prodi.
5) Le elezioni dopo il referendum sarebbero invece un’altra cosa: si confronterebbero due grandi partiti: il partito democratico, e il partito unico del centro destra. Sarebbero elezioni all’inglese: che vince ha la garanzia della maggioranza. A quel punto potrebbero rappresentare davvero un cambiamento.
6) Un Parlamento dominato da due grandi partiti, e non spezzettato in venticinque formazioni, sarebbe finalmente in grado di affrontare il tema della riforma costituzionale, e di giungere, spero, al sindaco d’Italia, a un sistema in cui chi è scelto dai cittadini ha veramente gli strumenti per governare.
Mi puoi rispondere che cambiare le regole non basta, bisogna cambiare gli uomini. Vero. Ma ti rispondo che cambiando le regole arriveranno anche gli uomini adatti. Gran parte dei comuni non hanno ottimi sindaci?
Sono un visionario? Sono un ottimista? Non credo. Io so che abbiamo costruito con le nostre mani uno straordinario strumento per invertire la tendenza: Si chiama referendum. Non lasciamocelo scappare.

Mario Segni
msegni@tin.it



 

postato da: fabiogarbo alle ore 08:29 | Permalink | commenti
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lunedì, 08 ottobre 2007

Ma ve l'avevo mai presentato il Presidente del comitato?

E' un professore universitario, te pareva, sposato e sistemato come tanti bravi personaggetti perbene che popolano l'Italia che va'!
Una prima impressione potrebbe essere quella che lui sia il tipo sprint, tutto fare, con tanta adrenalina in corpo.
Poi si scopre che è come tanti altri professori: sapeva benissimo cosa c'è da fare ma non sapeva quanto difficile è per fare.
Comunque non è tipo da facili scoraggiamenti e, testa bassa, ha continuato la sua battaglia.
Noi lo abbiamo seguito molto volentieri.
E dopo lo strepitoso successo ottenuto con la raccolta firme...
...mi è parso doveroso darvi qualche nota su chi è il condottiero di questa lunga lotta contro la partitocrazia.

Giovanni Guzzetta, 41 anni, avvocato, due figli, è Professore Ordinario di Istituzioni di Diritto Pubblico presso la Facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Roma Tor Vergata. Titolare della Cattedra Jean Monnet in Constitutional Trends in European Integration presso l’Università di Roma Tor Vergata. PHD all’European University Institute di Fiesole, si è specializzato a lungo in Germania, Regno Unito e Stati Uniti. Già Presidente nazionale della FUCI (Federazione Universitaria Cattolica Italiana) dal 1989 al 1991. Oltre ad aver elaborato gli attuali quesiti referendari, è stato l’ideatore, insieme a Serio Galeotti, del quesito per il referendum sulla legge elettorale del 1991 e 1993. E’ stato collaboratore di vari organi parlamentari. E’ autore di varie monografie e saggi di diritto costituzionale italiano, comunitario e comparato e (insieme a Francesco Saverio Marini) di un manuale di Diritto pubblico italiano ed europeo. Componente della Società europea di diritto pubblico e dell’associazione italiana dei costituzionalisti. Collabora con varie riviste e giornali.
Per contatti:
presidente@referendumelettorale.org

postato da: fabiogarbo alle ore 07:17 | Permalink | commenti
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mercoledì, 16 maggio 2007
Grazie a tutti
postato da: fabiogarbo alle ore 11:05 | Permalink | commenti
categoria:comitato referendum
giovedì, 19 aprile 2007
Giovanni Guzzetta, 40 anni, avvocato, due figli, è Professore Ordinario di Istituzioni di Diritto Pubblico presso la Facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Roma Tor Vergata. Il primo quesito riguarda l’abrogazione delle coalizioni.
Secondo l’attuale legge elettorale di Camera e Senato (così come introdotta con l. legge n. 270 del 2005) a beneficiarie del premio di maggioranza possono essere alternativamente “liste” o “coalizioni di liste”. Il I quesito si propone di abrogare la disciplina che permette il collegamento tra liste. In caso di esito positivo la conseguenza sarebbe che il premio di maggioranza verrebbe attribuito solo alla lista singola (e non più alla coalizione di liste) che abbia ottenuto il maggior numero di seggi. E, di conseguenza, verrebbero innalzate le soglie di sbarramento, che sarebbero ad essere del 4% per l’accesso alla Camera e dell’8% per essere rappresentati in Senato.
Un secondo quesito è relativo al divieto di candidature plurime in più di una circoscrizione per uno stresso candidato.
Esso mira a colpire l’ulteriore aspetto di scandalo rappresentato dalle candidature multiple e dalla cooptazione oligarchica della classe politica. L’eletto in più circoscrizioni, cd. “plurieletto”, è infatti signore del destino di tutti gli altri candidati, la cui elezione dipende, appunto, dal fatto che egli, scegliendo uno dei seggi che ha conquistato, lascia liberi gli altri. Il fenomeno descritto è oggi di dimensioni tali che non sembra inopportuno parlare di una vera e propria patologia del sistema. Basti pensare che ben 1/3 dei parlamentari attualmente in carica sonop stati “eletti” per grazia ricevuta. Tutto ciò induce inevitabilmente ad atteggiamenti di sudditanza e di disponibilità alla subordinazione dei cooptandi, atteggiamenti che danneggiano fortemente la dignità e la natura della funzione parlamentare. Per questa ragione è auspicabile l’eliminazione – sempre mediante referendum - della facoltà di candidature multiple sia alla Camera che al Senato.
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mercoledì, 18 aprile 2007

La risposta del comitato promotore: il comunicato integrale.

Il Comitato promotore dei referendum elettorali prende atto positivamente della volonta' del Presidente del Consiglio Romano Prodi di promuovere una riforma che ''accoglie i quesiti del referendum''. Quanto all'appello del Presidente del Consiglio a rinviare la raccolta delle firme il Comitato rimane fermo alle dichiarazioni dello stesso Presidente del Consiglio del 4 marzo scorso secondo le quali ''non e' la trattativa che sospende il referendum, ma l'accordo''. Da allora siamo in attesa di conoscere i contenuti di tale accordo per poterlo valutare senza pregiudizi''. E' quanto si legge in una nota del Comitato promotore del referendum.

A questo proposito il Presidente del Comitato Giovanni Guzzetta, in data 6 aprile scorso, si e' rivolto con una lettera aperta al Presidente del Consiglio e all'On. Berlusconi, capo dell'opposizione, perche' i contenuti di tale accordo fossero resi noti al Paese. A tutt'oggi non e' pervenuta alcuna risposta. Il Comitato ribadisce che il referendum non e' un fine, ma e' l'unico mezzo costituzionale nelle mani dei cittadini. Il fine e' la salvezza del Paese di fronte al processo regressivo prodottosi a seguito dell'approvazione dell'attuale legge elettorale. Abbiamo tenuto sempre una condotta responsabile, lineare e trasparente.
Se il Parlamento varera' una nuova legge elettorale nel senso auspicato anche dal Presidente del Consiglio nelle dichiarazioni di oggi saremo i primi a rallegrarcene e il processo referendario si fermera' un minuto dopo la firma del Capo dello Stato. Raccogliendo le firme noi raccoglieremo e sosterremo la domanda di cambiamento e insieme ai cittadini attendiamo che i partiti facciano la loro parte con altrettanta responsabilita’.
 
Giovanni Guzzetta
Presidente del Comitato Promotore per il Referendum
 
Mario Segni
Coordinatore del Comitato Promotore per il Referendum
 
Natale D’Amico
Tesoriere del Comitato Promotore per il Referendum
postato da: fabiogarbo alle ore 07:19 | Permalink | commenti
categoria:comitato referendum
giovedì, 08 marzo 2007
Beppi Lamedica di Beppi Lamedica

«Per una legge che è una "porcata" era giusto che la Giunta delle elezioni facesse la sua "porcheria"». Con sarcasmo Roberto Manzione, relatore nella Giunta per le Elezioni del Senato del ricorso riguardante il seggio del Piemonte, commenta il nulla di fatto della riunione del 6 marzo.

Cosa è successo? Al Senato vi sono almeno 8 membri non nominati legalmente. La giunta per le elezioni, l'organo del Senato che dovrebbe rispondere al ricorso presentato dalla RnP, decide che prima di pronunciarsi sul Piemonte è indispensabile attendere la conclusione della riconta delle schede bianche e nulle nelle altre regioni sotto indagine. Ciò che giustifica l'amaro sarcasmo di Manzione è che in Piemonte non occorre ricontare alcuna scheda e che l'istruttoria è chiusa, perciò il rinvio non è giustificato.

Il seggio piemontese è abusivamente occupato da Turigliatto, mentre dovrebbe essere in appannaggio della Rosa nel Pugno. Evidentemente si vuol tenere sotto scacco la risicata maggioranza che sostiene il governo Prodi.

Altro che i brogli insinuati da Deaglio!
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